La bambina con la valigia

10 FEBBRAIO, “GIORNO DEL RICORDO”. GLI ALUNNI DELLA IV D SCRIVONO LETTERE A EGEA HAFFNER , LA BAMBINA CON LA VALIGIA

di Luciana Fusco

Il giorno del ricordo, un po’ come il giorno della memoria, ci porta a celebrare in forma solenne le persone soppresse e infoibate in Dalmazia, ci ricorda l’ esodo degli istriani conosciuto anche come evento storico dell’ immigrazione degli italiani di Fiume alla fine della seconda guerra mondiale. Egea Haffner, la bambina fotografata con la valigia, costretta ad andarsene dalla violenza della dittatura di Tito, è l’icona di un periodo storico drammatico che per anni, dal secondo dopoguerra fino al 10 febbraio del 2004, era legata al “filo del silenzio” delle foibe. Oggi il giorno del ricordo è istituzionalizzato fino ad essere entrato nelle scuole. Alunni e studenti di ogni ordine e grado sono intenti ad esternare le riflessioni, discutono per contribuire a tracciare un disegno sempre più delineato, conservandolo nel ricordo di ognuno che un giorno sarà nel posto chiave quale componente di una classe politica che mai discriminerà e violenterà la popolazione. E di questo ne hanno fatto tesoro finanche gli alunni della 4 D dell’ Istituto Comprensivo Giuseppe Lombardo Radice. In classe gli scolaretti hanno scritto ognuno la propria lettera a Egea, immaginandola come loro coetanea, studiando la lettera quale tipologia testuale, discutendo quel determinato periodo storico; esternando ognuno la propria riflessione  rendendosi esecutori di un programma didattico. Dunque, un pezzo di storia da renderlo sempre di più ricordevole nei giorni futuri che ci portano alla mente il papà di Egea, Kurt Haffner, prelevato dai partigiani di Tito, sparito nel nulla. Lo zio Alfonso, pochi giorni prima della forzata partenza dall’ Istria aveva chiesto ad un fotografo di scattare l’immagine simbolo per non dimenticare mai il dramma dell’ esodo. Egea, bambina con i boccoli nella foto indossa un vestitino estivo e tiene nelle  mani  un borsone e un ombrellino. Lo zio aveva aggiunto al borsone un cartello sul quale c’era scritto “Esule giuliana – 30001” la cui denominazione è riferita all’ emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini italiani della Venezia Giulia mentre il numero si riferisce ai polesani più 1, costretti ad andarsene per non vivere sotto l’egida del comunismo. Egea aveva 5 anni e nel luglio del 1946 si stava preparando con la mamma, Ersilia Camerano ed altri congiunti a lasciare Pola assieme ad altri 30mila italiani. La foto è diventata il simbolo dell’esodo. Egea Haffner, oggi è una Signora di 78 anni che vive a Rovereto, in provincia di Trento.

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